Il riscaldamento rappresenta la principale voce di spesa energetica di un’abitazione. Ridurre la bolletta del riscaldamento non passa sempre attraverso un cambio di caldaia o lavori di isolamento: in una locazione o in un appartamento dotato di riscaldamento collettivo, queste opzioni sono spesso fuori portata. I leve che rimangono accessibili riguardano quindi la regolazione, il comportamento e la scelta contrattuale.
Ridurre la bolletta del riscaldamento senza lavori in affitto
In un’abitazione in affitto, l’inquilino non ha il controllo né sull’isolamento né sul sistema di produzione di calore. La margine di azione si concentra su tre assi: la temperatura di setpoint, la gestione delle aperture e l’uso degli impianti già esistenti.
Abbassare la temperatura di qualche grado nelle stanze da vivere produce un effetto diretto sul consumo. Le raccomandazioni dell’Ademe collocano il comfort intorno ai 19 °C nel soggiorno e tra 16 e 17 °C nelle camere. Questa differenza tra le stanze presuppone di poter regolare ogni radiatore individualmente, il che è possibile con i termosifoni termostatici, anche i più semplici.
Nel riscaldamento collettivo, l’inquilino non controlla la temperatura di partenza dell’acqua. Può invece chiudere parzialmente i rubinetti nelle stanze poco utilizzate e non coprire mai un radiatore con un mobile, una tenda spessa o della biancheria. Un radiatore ostruito riscalda più l’oggetto davanti a lui che l’aria ambiente della stanza.
Soluzioni confrontate in base al tipo di energia e al profilo dell’abitazione sono dettagliate su chauffage-economique.com, in particolare per valutare il costo reale per kilowattora di calore fornito e non per kilowattora di energia acquistata.

Termostato programmabile e gestione della temperatura
Un termostato programmabile adatta il riscaldamento alle ore di presenza effettiva nell’abitazione. Piuttosto che riscaldare continuamente, abbassa il setpoint di notte e durante le assenze, poi riavvia il sistema prima del ritorno degli occupanti.
Esistono tre grandi famiglie di termostati:
- Il termostato cablato, il più semplice, collegato direttamente alla caldaia individuale. La sua installazione richiede solo un collegamento elettrico di base.
- Il termostato senza fili, che comunica tramite radiofrequenza con un ricevitore posizionato sulla caldaia. Si installa senza forare il muro, il che è adatto a un affitto.
- Il termostato connesso, controllabile da uno smartphone. Alcuni modelli rilevano l’apertura di una finestra o l’assenza prolungata per spegnere automaticamente il riscaldamento.
Su una caldaia individuale vecchia, anche un termostato di base evita cicli di riscaldamento inutili. Il risparmio dipende soprattutto dalla programmazione oraria, non dal prezzo del dispositivo. Un termostato impostato per mantenere 16 °C per otto ore al giorno (notte e assenze accumulate) riduce il consumo in modo significativo rispetto a un funzionamento costante a 19 °C.
Contratto del gas e volatilità dei prezzi: un leva sottovalutata
Il prezzo del gas conosce una volatilità mensile significativa. L’aumento registrato il 1° ottobre 2026 ha ricordato che il tipo di contratto può influenzare tanto la bolletta quanto il volume di consumo stesso.
Prezzo fisso o prezzo indicizzato
Un contratto a prezzo fisso stipulato durante un periodo di tariffe basse protegge contro gli aumenti stagionali. Prima di cambiare offerta, tre elementi meritano verifica: il prezzo per kilowattora realmente indicato nel contratto, la durata della garanzia tariffaria e eventuali costi di risoluzione anticipata.
Le offerte indicizzate sul prezzo di riferimento seguono le variazioni mensili. Possono essere vantaggiose quando il mercato scende, ma espongono il budget a picchi imprevedibili in pieno inverno. Per un’abitazione riscaldata a gas con una caldaia vecchia, la stabilità di bilancio di un contratto fisso rappresenta spesso un guadagno più concreto rispetto a pochi centesimi di differenza sul prezzo spot.

Limitare le perdite di calore senza intraprendere lavori di isolamento
Le dispersioni non provengono solo da muri mal isolati. Una parte significativa del calore sfugge attraverso punti che l’inquilino può trattare con mezzi semplici.
- Le guarnizioni delle finestre usurate lasciano passare un flusso d’aria fredda permanente. Guarnizioni adesive in schiuma o silicone si installano in pochi minuti e si rimuovono senza danneggiare il telaio.
- Il fondo della porta d’ingresso, spesso trascurato, genera una corrente d’aria a livello del pavimento. Un paraspifferi o una guarnizione adesiva riducono questa infiltrazione.
- I cassonetti delle persiane sono ponti termici frequenti. Un isolante sottile ritagliato e inserito all’interno del cassonetto limita gli scambi senza modificare la struttura.
- Arieggiare rimane necessario per evacuare l’umidità (un’aria umida richiede più energia per essere riscaldata), ma cinque a dieci minuti di finestre aperte sono sufficienti senza raffreddare profondamente i muri.
Costo reale del riscaldamento: ragionare in kilowattora di calore
Confrontare le energie in base al loro prezzo per kilowattora lordo dà un’immagine fuorviante. Una pompa di calore consuma un kilowattora di elettricità per restituire diversi kilowattora di calore. Un radiatore elettrico classico restituisce esattamente un kilowattora di calore per kilowattora consumato. Il gas bruciato in una caldaia a condensazione recente raggiunge un rendimento vicino all’unità, mentre una caldaia vecchia può perdere una parte notevole dell’energia acquistata.
Questa distinzione tra energia acquistata e calore realmente fornito nell’abitazione modifica il ranking apparente delle soluzioni. Spiega perché la pompa di calore si posiziona al primo posto nei confronti di costo, davanti ai pellet e al gas. Per un inquilino bloccato su un sistema vecchio, il calcolo del rendimento reale della sua caldaia aiuta a stimare il margine di guadagno accessibile solo attraverso le regolazioni.
La bolletta del riscaldamento quest’inverno dipende quindi tanto dal comportamento e dal contratto quanto dal sistema installato. Verificare le guarnizioni, programmare il termostato e rileggere le condizioni tariffarie del proprio fornitore di gas sono tre azioni realizzabili in un weekend, anche in un’abitazione di cui non si è proprietari.



